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| MTO Shahmaghsoudi |
"L’acuta consapevolezza della propria ignoranza è il primo vero passo verso una più ampia conoscenza della vita."
--Hazrat Shah Maghsoud Sadegh Angha-- |
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La Scuola
La Shahmaghsoudi M.T.O. è la Scuola di Sufismo Islamico che risale a 1400 anni fa, essendo stata istituita ai tempi del Santo Profeta Maometto. M.T.O. è la sigla di Maktab Tarighat Oveyssi, che vuol dire "la Scuola del Cammino di Ovey”.
Il fondatore, Hazrat Oveys Gharani, rivelò un cammino interiore, approvato dal Santo Profeta, che conduce alla conoscenza di sé, ed ha come effetto l’unione con Dio, onde il raggiungimento della pace interiore. Hazrat Oveys Gharani non ha conosciuto il Profeta di persona, ma ha costruito attraverso un processo di cognizione interiore un legame spirituale con Lui. Ciò costituisce il fondamento del percorso Sufi.
La Scuola Oveyssi venne rinnovata radicalmente dal suo quarantunesimo Mestro, Hazrat Shah Maghsoud, i cui insegnamenti hanno inaugurato un nuovo capitolo nella storia del Sufismo.
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L’Attuale Maestro
L’attuale maestro della Scuola di Sufismo Shahmaghsoudi M.T.O. è il “Pir Oveyssi” Hazrat Salaheddin Ali Nader Angha.
Egli non è solo uno scienziato, ma un poeta che ha ricevuto un'istruzione in filosofia e metafisica. La sua educazione così variegata, costituita sia da scienze tradizionali che sacre, si è manifestata in innumerevoli opere di filosofia, poesia e prosa. Ha tenuto varie conferenze sul Sufismo in tutto il mondo, ed in particolar modo in prestigiose università come la Sorbona a Parigi e ad Oxford, in Inghilterra.
Sotto la guida diretta di Hazrat Pir, la scuola è cresciuta fino a diventare un'organizzazione internazionale no-profit con sedi in tutti e cinque i continenti, che accolgono 500 mila studenti provenienti da tutto il mondo.
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Maestri del Passato: "Soltan Ebrahim Adham"
Il principe Abu Eshaq Ebrahim ibn Adham nacque a Balkh e rinunciò al suo regno per errare verso ovest e vivere una vita in completo ascetismo. Visse in Siria fino alla sua morte nell’anno 165 (782). La storia della sua conversione è nota a tutti i musulmani.
Una notte, mentre dormiva nel suo giaciglio regale, intorno alla mezzanotte, il tetto del suo appartamento cominciò a vibrare, come se qualcuno stesse camminandoci sopra.
“Chi c’è lì sopra?” gridò.
“Un amico”, fu la risposta. “Ho perso un cammello e lo sto cercando su questo tetto”.
“Ma sei matto? Come ti viene in mente di cercare il cammello su un tetto?” gridò Ebrahim.
“Sbadato”, rispose la voce, “tu cerchi Dio in indumenti di seta, tu che dormi su un giaciglio d'oro?”
Un giorno un uomo portò ad Ebrahim mille denari.
“Prendi”, disse.
“Non accetto nulla dai mendicanti”, rispose Ebrahim.
“Ma io sono ricco”, ribatté l’uomo.
“Vuoi più di ciò che hai già?, chiese Ebrahim.
“Certo”, esclamò l’uomo.
“Allora riprenditi tutto”, disse Ebrahim. “Tu sei il re dei mendicanti. Infatti, questa non è mendicità. Questa è evidente miseria”.
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